Grigia
Siamo sempre io e le mie mancanze.

Il mio amore è ancora molto egoista (ditemi, esiste davvero un amore che non lo sia in qualche misura? e in che misura?), ma sto imparando a tenerlo a bada. Per lui, non per me, credo. Mi sembra già un buon inizio.

Ieri Eleonora mi ha svelato che in questi giorni sta facendo un sacco di sogni bruttissimi e mentre cercavamo insieme un modo per sconfiggere i mostri che la spaventano è arrivata a questa soluzione, da sola: “Allora io quando vado a dormire tengo in mano questo filo [un rotolino di filo di bava per fare le collanine di perle] e anche una forbice così loro vengono con me nei sogni e quando arriva il mostro io taglio un pezzo di filo con la forbice e gli lego tutte le zampe e le mani.”

Ho pensato che non avrei saputo trovare una soluzione migliore.
Ho pensato a quanto sarebbe bello, poterci portare nei sogni le cose che stringiamo a noi appena prima di addormentarci.

Ieri R. mi ha chiesto se poteva farmi una treccia. Mi ha pettinato tutti i capelli e ho scoperto che lo sa fare benissimo. Nessuno mi ha mai pettinata così delicatamente.

qui ci sono stata <3

La domanda di oggi è: fino a che punto possiamo sobbarcarci la sofferenza altrui? Fino a che punto è giusto farlo?

Domenica 20 luglio 2014:

Oggi ho capito che per vivere serenamente le relazioni interpersonali basta fregarsene di un casino di cose (tipo […] e […] ) a cui finora ho sempre dato troppo peso.

"Che leggerezza non é superficialità, é planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore".


Greta, freghiamocene insieme dai. Lallallalaà

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