Grigia
Siamo sempre io e le mie mancanze.
We all have the potential to fall in love a thousand times in our lifetime. It’s easy. The first girl I ever loved was someone I knew in sixth grade. Her name was Missy; we talked about horses. The last girl I love will be someone I haven’t even met yet, probably. They all count. But there are certain people you love who do something else; they define how you classify what love is supposed to feel like. These are the most important people in your life, and you’ll meet maybe four or five of these people over the span of 80 years. But there’s still one more tier to all this; there is always one person you love who becomes that definition. It usually happens retrospectively, but it happens eventually. This is the person who unknowingly sets the template for what you will always love about other people, even if some of these loveable qualities are self-destructive and unreasonable. The person who defines your understanding of love is not inherently different than anyone else, and they’re often just the person you happen to meet the first time you really, really, want to love someone. But that person still wins. They win, and you lose. Because for the rest of your life, they will control how you feel about everyone else.
— Chuck Klosterman, Killing yourself to live

Il mondo è pieno di segni, bisogna solo saperli cogliere. Oggi il mio mondo trabocca di segni e io li accolgo tutti a braccia aperte.

Un giorno questo dolore ti sarà utile

Lo spero, davvero. Sennò mi toccherà ammazzare qualcuno.

Oggi mi sentivo pervasa da una strana energia. Cioè, come se sentissi davvero di potercela fare, a partire da oggi. Forse è perché sono stata impegnata tutto il giorno e ho parlato tantissimo (non mi basta stare tra le persone o avere qualcosa da fare, devo continuare a parlare per non pensarci). E. una sera mi ha raccontato di un momento nella sua vita in cui ha davvero creduto di non potercela fare e del momento dopo in cui si è ritrovata a pensare “se non ce la farò io, ci penserà qualcun altro al posto mio” e quel qualcun altro non era una persona, era semplicemente un’energia, un fiume di energia che scorre da qualche parte in profondità (è là che stanno tutte le cose importanti) e da cui ci ritroviamo ad attingere nel momento di maggiore bisogno, quando nessuno, nemmeno noi stessi, potrebbe salvarci. Alla fine ce l’ha fatta e ha trovato così la sua idea di Dio. Secondo me si chiama più Istinto di sopravvivenza, ma non cambia, l’importante è che funzioni. Non ho ancora finito le lacrime, ma oggi sono stata quasi bene. Mi sono accorta che sto imparando a guidare bene, adesso gli piacerebbe vedermi guidare, di solito lasciavo guidare sempre lui perchè guidava benissimo e io no. Ma non volevo parlare di questo. Mi sento molto bella in questo periodo, non mi serve a niente ma mi guardo allo specchio e mi piaccio più del solito. Non mi trucco più, non ha senso se sai che piangerai almeno tre volte nel corso della giornata. Eppure sono molto bella, sento gli occhi della gente su di me quando cammino per strada. Forse è solo la tristezza, forse è vero che le persone la percepiscono la tristezza. Come gli animali.

Oggi ho abbassato i finestrini, ho alzato il volume della radio e ho pensato per la prima volta: Fanculo.
Domani non so.

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